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Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma

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Domande Frequenti

Quando e come rivolgersi alla Procura per i Minorenni

Nei casi riguardanti situazioni di elevato rischio per i minori, quali ad esempio:
comprovata condotta pregiudizievole di almeno uno dei genitori,
maltrattamenti in famiglia o casi di elevata conflittualit à all'interno della famiglia a cui assistano i figli,
grave inadeguatezza o incuria da parte dei genitori,
adolescenti segnalati per condotte irregolari,
minori a rischio di devianza,
estrema conflittualità relativa alla relazione fra genitori e minori adottati; gravi casi di bullismo,
sospetto abuso sessuale.

In questi casi è possibile inviare o depositare una segnalazione, oppure rendere una dichiarazione presentandosi presso:
gli Uffici delle Forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri),
i Servizi sociali di zona,
l'ufficio Primi Atti della Procura per i Minorenni,
il Tribunale per i Minorenni, tramite un legale di fiducia, che presenterà apposito ricorso direttamente alla cancelleria.

Nel caso in cui il Servizio sociale o le Forze dell'ordine vengano a conoscenza di gravi situazioni socio-familiari, per le quali un minore potrebbe trovarsi anche in pericolo di vita, ai sensi dell'art. 403 c.c., in via urgente e provvisoria, la Procura può sottoporre al Tribunale per i Minorenni la richiesta di collocamento dello stesso presso idonea struttura.

Quando non segnalare

Non è opportuno segnalare all'Autorità Giudiziaria le situazioni di indigenza o di temporanea inidoneità dell'ambiente familiare, ovvero i casi in cui, nell'ambiente di vita dei minori, non si avvertano problematiche derivanti da specifiche condotte pregiudizievoli. Tali situazioni vanno fronteggiate con interventi di aiuto e sostegno, di esclusiva competenza del Servizio Sociale. Per i casi meno gravi di condotta pregiudizievole dei genitori (che richiedano, cio è, l'emanazione di provvedimenti ordinari, come l'avvio a percorsi presso i consultori familiari, alla mediazione familiare, alla valutazione delle capacità genitoriali) è possibile rivolgersi direttamente al Servizio sociale, che valuterà l'opportunità di trasmettere o meno la segnalazione in Procura.

E' possibile richiedere copie digitale degli atti?

Si, presso la segreteria del magistrato titolare del fascicolo (consultare la pagina: richiesta copie digitali).

Che differenza c'è tra Certificato del Casellario Giudiziale e Certificato dei Carichi Pendenti?

Entrambi i certificati attestano se un minore risulta essere iscritto presso la Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni per condanne penali o civili. Il Certificato del Casellario Giudiziale riporta le eventuali condanne penali e civili definitive, mentre il Certificato dei Carichi Pendenti riporta i procedimenti per i quali non è stata ancora emessa sentenza definitiva. Il primo può essere richiesto presso l'ufficio del casellario di una qualsiasi Procura della Repubblica, mentre il secondo presso la Procura per i minorenni nel cui distretto il minore ha la residenza.

A chi ci si deve rivolgere per adottare un bambino?

I coniugi, con i requisiti previsti dalla legge, possono presentare domanda al Tribunale per i minorenni, specificando se sussiste la disponibilità ad adottare più fratelli ovvero minori che si trovino nelle condizioni indicate dall'art. 3, comma 1, della Legge 5 febbraio 1992, n.104, concernente l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate. Possono essere presentate più domande anche successive a più tribunali per i minorenni, purchè in ogni caso se ne dia comunicazione anche agli altri tribunali.

Chi decide l'affidamento del minore in caso di separazione dei coniugi?

L'affidamento dei figli in caso di separazione è oggi disciplinato dalle norme introdotte con la Legge n. 54 dell'8 febbraio 2006 e, a decorrere dal 7 febbraio 2014, dal D.lgs n. 154 del 28 dicembre 2013. Il principio fondamentale affermato dalla norma è che, in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi, e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Pertanto, in sede di separazione e salvo diverso accordo tra i coniugi, il giudice deve valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori (affidamento condiviso), oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati (affidamento esclusivo), sempre e comunque considerando l'esclusivo interesse della prole.

Come si attua il procedimento per l'applicazione dei provvedimenti amministrativi?

Gli artt. 25-31 r.d.l. 1404/1934 disciplinano le misure di prevenzione applicabili ai minori. L'art. 25 r.d.l. 1404/1934 stabilisce che quando un minore degli anni 18 dà prove di manifeste irregolarità della condotta e del carattere, il Procuratore della Repubblica, l'Ufficio del Servizio Sociale, il genitori, il tutore, gli organismi di rieducazione, di protezione e di rieducazione dell'infanzia e dell'adolescenza possono riferire i fatti al Tribunale per i Minorenni, il quale, a mezzo di uno dei suoi componenti designato dal Presidente, esplica indagini sulla personalità del minore. Il Tribunale per i Minorenni in camera di consiglio, accertata l'esistenza dell'irregolarità della condotta e del carattere del minore, pu ò disporre il trattamento rieducativo sia in libertà ( affidato al servizio sociale) che in istituto (in una delle comunità previste dagli artt. 8 e 10 d.l.gs 272/1989). Il provvedimento è adottato nella forma del decreto. Contro il provvedimento può proporsi reclamo alla Corte di Appello sezione minorenni. E' esperibile anche il ricorso per cassazione.

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